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Come Ulisse

Katsutomi Horiki

30 ottobre – 17 novembre 2018

MutabilisArte ospita dal 30 ottobre al 17 novembre 2018, una mostra dedicata all’opera di straordinaria poesia di Horiki Katsutomi, un omaggio al raffinato pittore giapponese che è fra i più autorevoli interpreti di una pittura archetipa, rarefatta e meditativa.
Una piccola e accurata selezione di opere dal titolo inequivocabile ed indicativo della costante ricerca, una personale interpretazione dell’Odissea, condotta con lirico astrattismo.

Come Ulisse, Horiki è un “navigante” instancabile e fuori dal tempo e come tale esplora la vita senza fretta. Non importa il viaggio, la meta, ma come li affronta: Itaca potrebbe deludere, ma rimane la pace nel cuore dopo l’avventura, la soddisfazione di non aver vissuto invano.

Per meglio comprendere il dipingere meditativo di Horiki, la poesia “Itaca” di Konstantinos Kavafis, metafora della vita, ci introduce al suo mondo, ci assimila al suo viaggio intimo: seguendo instancabile il suo ikigai, il suo scopo nella vita, con il piacere della ricerca ci restituisce la meravigliosa intensità della cangianza delle sue opere.

(1) “Nei suoi dipinti la visione diventa pensiero. Le sue opere (anzi la sua opera, perché Horiki lavora da tutta la vita a un’opera sola, come si dice che facciano i poeti, che sono sempre autori di un solo libro) si concentra su un colore che dà il senso dell’immobilità, di una contemplazione che non nega l’azione, ma la supera.
Nelle sue opere non succede niente, non accade niente. C’è solo un assoluto silenzio. Nelle sue opere, insomma, si assiste a una sorta di respiro che diventa luce. […]
Si potrebbe interpretare la pittura di Horiki come una musica che si rende visibile: una musica mentale, sommessa, come un coro a bocca chiusa, perché in quei punti che scandiscono lo spazio c’è l’intuizione di una sottile musicalità.[…]
Potremmo pensare a questa verità, universale, osservando le opere di Horiki. E al tempo stesso trovare conforto in quel senso di eterno che sprigionano. In quella luce indecifrabile, eppure persistente. In quella bellezza misteriosa, oltre il dolore dell’esistenza.”

Così Elena Pontiggia descrive l’opera dell’artista in occasione della mostra “OLTRE IL VISIBILE E L’INVISIBILE” organizzata a Tolmezzo UD nell’estate del 2017.

(1) Elena Pontiggia, L’invariabilità delle cose, in Fabrizio Deotto (a cura di), “OLTRE IL VISIBILE E L’INVISIBILE – Immagini della luce tra Oriente e Occidente”, Milano, Graphic & Digital Projgect, 2017

Inaugurazione martedì 30 ottobre dalle ore 18:00 nello spazio di via dei Mille 25/c a Torino.

Biografia

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