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Still point

Magda Tardon

20 – 31 marzo 2018

Mutabilis Arte ospita dal 20 al 31 marzo 2018 la personale di Magda Tardon dal titolo “Still point”.

“Le cose hanno mille esistenze. L’esistenza scialba di chi le guarda appena, riducendole a oggetti di nessuna importanza o di grande importanza, ma pur sempre oggetti, e le esistenze piene di vita, di mistero, di sospensione di chi posa su di loro uno sguardo capace di connetterle, nello spazio e nel tempo, alle proprie emozioni, alla propria esistenza. Al proprio mondo. Alla propria anima.

Allora le cose si animano, assumono significati diversi, diventano parte di uno scorrere corale del tempo. Lo modificano anche, il tempo: fermandolo in istanti di pura gioia o allungandolo fino a farlo sembrare malinconica eternità.

La natura delle cose e la natura del tempo sono i temi di questi lavori di Magda Tardon che, come altre volte, ha legato la propria poetica a quella di un autore:

Queste opere sono nate dalla rilettura, con occhi da adulto, dei Four Quartets di Thomas Eliot.

Cullata dalla musicalità dell’opera di Eliot, ho cercato di estrarne la risonanza emozionale, tradurla in forme, segni, colore, abbandonando la leggibilità del testo per dare possibilità a ciascuno di creare o di leggere l’opera a seconda dei propri sogni e delle proprie necessità.

Mi sono servita di tecniche miste: acquerelli, pastelli, materiali che permettono un contatto più diretto, quasi calligrafico, tra pensiero e forma espressiva. Ho riscoperto le tempere opache e vellutate che mettono in risalto la grana della carta ora più ruvida ora più satinata.

Il tema centrale dei Four Quartets è la natura del tempo:

“In my beginning is my end”
“in my end is my beginning”

Il risultato è pura emozione, puro piacere per gli occhi e per l’anima: forme, segni e colori che riecheggiano lo scorrere del tempo. Ora languido, morbido, lento, ora repentino, scattante: un’esplosione di vitalità. E che inducono alla presa di coscienza che ogni istante è un momento di bellezza.

L’arte ha la funzione di smuovere le nostre “tumid apathy”: costringerci ad aprire gli occhi a ciò che ci sta attorno sia in senso positivo che negativo, renderci parte attiva e pulsante in una serena consapevolezza che il passato non si può modificare, il futuro deve ancora venire ed è quindi importante vivere il presente.

Ognuno di noi cerca una sua” luce”, un senso della vita, quale che sia la soluzione indicata da Eliot, a me piace soffermarmi sull’immagine di una danza corale davanti al fuoco in una sera d’estate

“on a summer midnight, you can hear the music of a weak pipe and a little drum and see them dancing around the bonfire”.

Così come le parole e le immagini danzano sul foglio.

Armonia. Forse è questo, in realtà, il tema più profondo di questi lavori. La ricerca dell’armonia dentro e fuori di sé. Un’armonia che viene da equilibri naturali o faticosamente trovati. Armonia tra le esistenze, le cose, il tempo.
Ci vogliono gli artisti per suggerircela e permetterci di trovarla senza fatica.
A volte, semplicemente, posando gli occhi su un dipinto”.

Lucia Rappazzo

Inaugurazione martedì 20 marzo, ore 18.00 nello spazio di via dei Mille 25/c a Torino.

Biografia

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